Innanzi tutto abbiamo aperto questo blog per tutti i dipendenti Vodafone di Roma stanchi dell’agire sindacale di CGIL CISL e UIL delle troppe concessioni fatte a questa azienda. Cominciamo con le pubblicazioni raccontandovi un fatto che è bene che tutti sappiano. Nelle giornate del 29 e 30 luglio si è svolto a Milano un incontro tra azienda e organizzazioni sindacali sulla piattaforma di secondo livello. L’azienda ha cercato prima di convincere il delegato COBAS di Roma a non andare alla trattativa, sostenendo, erroneamente, che fosse una prerogativa di CGIL CISL e UIL. Posizione questa strumentalmente falsa. Solo quando poi, nel tardo pomeriggio del 30 luglio, dopo una giornata di stallo nelle trattative, si rendeva conto che il delegato COBAS di Roma, dalla mattina, aveva raggiunto il tavolo della trattativa, ha preteso insieme a Confindustria di spostare la trattativa stessa, in una area del palazzo con acceso solo con i PASS, per non permettere a questi, di assistere a quella parte di discussione. Il segretario nazionale CGIL, seguito dai nazionali di CISL e UIL, con uno slancio, accettavano immediatamente l’invito dell’azienda (alla faccia della tutela dei diritti sindacali), mentre una parte del coordinamento esprimeva solidarietà al nostro delegato. Ironia della sorte per le organizzazioni sindacali, Confindustria (ma anche per Vodafone che queste cose le sa benissimo), proprio nella stessa giornata, a Roma, si è tenuto un tavolo di trattativa per la piattaforma di secondo livello (la stessa discussione che stavamo facendo noi a Milano) con una certa società dal nome a noi conosciuto, … Comdata Care SPA (i nostri ex colleghi) e UDITE, UDITE, a quel tavolo di trattativa erano seduti i delegati sindacali di tutte le sigle ….. compresi i COBAS, senza che questo, creasse nessun problema.
Perché questa diversità di comportamenti?
Perché è talmente forte il timore per Vodafone che un sindacato diverso da CGIL CISL e UIL entri in azienda, che ha provato a fare una ILLECITA forzatura …. Ha provato a puntare sulla (secondo loro) debolezza dei COBAS in Vodafone in questo momento, in quanto agli inizi della rappresentanza, con (per ora) un solo sindacalista, (alla faccia dei bei valori da loro tanto sbandierati). Loro non sanno che ci vuole ben altro per fermare la determinazione per il rispetto dei lavoratori e dei loro diritti, di coloro che si riconoscono in questo sindacato di base. Queste sono quisquilie …. Che comunque non faremo cadere nel vuoto.
Detto questo, sulla trattativa, intanto l’incontro di ieri si è risolto con un nulla di fatto e riprenderà ai primi di settembre. C’è da dire che nel complesso le richieste fatte da CGIL CISL e UIL con la presentazione della piattaforma, votata anche a Roma, hanno si dei punti importanti, quali la definizione del premio di risultato per i prossimi anni, le problematiche dei lavoratori della RETE, l’aumento del Ticket restaurant, organizzazione del lavoro in generale, però noi riteniamo che, la centralità, sia nell’inversione di tendenza al continuo prosciugamento del numero dei dipendenti. Troppi indicatori vanno nella direzione che Vodafone Italia stia, nei prossimi anni, per cedere tutti i lavoratori, per arrivare alla sola gestione del marchio. Ed è qui il vero problema da affrontare! Oramai da diversi anni le dimissioni non vengono reintegrate e costantemente le attività vengono esternalizzate. Bisogna, dunque, fare una battaglia perché VODAFONE RICOMINCI AD ASSUMERE DIRETTAMENTE E A NON ESTERNALIZZARE. Dobbiamo capire che assumere stagionali, interinali , chiedere la reinternalizzazione di attività (con annessi i lavoratori) è un modo per aiutare gli altri, ma soprattutto un modo per aiutare noi stessi! Non solo, l’azienda si dice disposta ai (giustissimi) passaggi a 8 ore ma a condizione che ci sia (solo per i nuovi) l’orario spezzato (4 ore di lavoro, 1 ora di pausa NON retribuita, ½ ora di pausa retribuita – dunque 1 e ½ di pausa - e poi 3,5 ore di lavoro, per un totale di 9 ore), ma possibile che con tutti gli utili che fa, Vodafone non possa fare i passaggi a 8 ore se non con orario spezzato? E poi c’è un punto sul quale bisognerebbe farsi sentire con maggiore forza, sono le costanti eccessive pressioni sull’attività lavorativa. Dopo un paio di mesi dalla stipula del verbale sulle modalità di controllo a distanza, è chiaro che quel verbale NON E’ SUFFICIENTE per risolvere anche solo in parte il problema, e qualcuno, in ambito sindacale, non ha voluto raccogliere le insistenti lamentele. Dunque, c’è molto da fare, c’è da ricostruire un tessuto lavorativo che vuole fare bene il proprio lavoro, ma vuole anche non essere calpestato e soprattutto vuole rivendicare la propria dignità ….VUOI ANCHE TU PERCORRERE LA STESSA STRADA?
COBAS VODAFONE ROMA